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Il vino
In questo rosso toscano, il Sangiovese trova una complice discreta nel Ciliegiolo: il blend ne riunisce rispettivamente l'80% e il 20%. Te lo consiglio per il suo profilo dichiarato come fresco, fruttato e piacevole, e per un approccio poco interventista che lascia il vino seguire il proprio percorso. Il Pettirosso 2023 è inoltre vegano.
Il Pettirosso è elaborato da Fonterenza, una piccola tenuta della Toscana guidata dalle sorelle Padovani. Hanno piantato le prime viti nel 1999 e oggi coltivano quattro ettari in biodinamica. La cantina privilegia gli interventi minimi: una filosofia che si esprime qui nella scelta di lieviti indigeni e in una vinificazione in vasche d'acciaio. Il vino è presentato come Vino da Tavola, piuttosto che con una denominazione più precisa; le informazioni disponibili lo collocano in Toscana, senza indicare un comune particolare.
Per questa cuvée, le uve non provengono dai quattro ettari della tenuta: Fonterenza le acquista da produttori di fiducia con cui collabora. Le viti, di circa 35 anni, crescono su suoli argillosi e scistosi e sono condotte in biodinamica. Dopo la diraspatura e la pressatura, il mosto fermenta con i lieviti indigeni; il mosto resta a macerare con le bucce per 10-15 giorni. L'affinamento dura poi da otto a dieci mesi, diviso tra barrique e vasche d'acciaio. Vengono prodotte circa 5.500 bottiglie.
Le indicazioni di degustazione restano sobrie: il vino è descritto come fresco, fruttato e piacevole. La sua posizione sulle scale proposte va nella stessa direzione, con una fruttatezza moderata, un'influenza del legno debole e un corpo piuttosto leggero o medio. Non viene comunicata alcuna nota precisa di colore, profumo o aroma; preferisco quindi non attribuirgli colori o frutti particolari. Il nome Pettirosso fa riferimento agli uccelli dal petto rosso che frequentano le vigne. È una cuvée presentata come tipica, senza cercare di mascherare il suo carattere dietro una descrizione troppo carica.
Lo servirei all'aperitivo, come suggeriscono gli abbinamenti proposti, oppure con carne rossa, altro compagno indicato per questo vino. La sua freschezza e la sua espressione fruttata ne fanno una scelta da considerare quando desideri un rosso conviviale, senza enfasi sull'affinamento in barrique. Per una tavola semplice o un momento condiviso attorno a un piatto di carne, il Pettirosso 2023 offre un modo accessibile di avvicinarsi al lavoro artigianale di Fonterenza. Da degustare prendendo il tempo di lasciar parlare il frutto, piuttosto che attendere una scheda aromatica più dettagliata di quanto le informazioni disponibili permettano.
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