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Il vino
In questo Vino Nobile di Montepulciano, il Sangiovese proviene da un unico cru: Poggetto di Sopra. Apprezzo questa precisione, che dona alla bottiglia una storia concreta, quella di una parcella e del suo suolo. L'annata 2022 affina ventiquattro mesi in botti di rovere; il vino è prodotto con agricoltura biologica ed è certificato vegan.
Avignonesi se trouve à Montepulciano, en Toscane, au sein d’un groupe de six domaines réunis dans l’initiative « Noble Alliance », créée pour mettre en lumière les vins et le terroir de la région. Le projet d’Avignonesi remonte aux années 1970. En 2009, sous la direction de Virginie Saverys, le domaine a renforcé son engagement en faveur de la viticulture biodynamique. La cuvée Poggetto di Sopra provient d’une parcelle plantée en 1978, et porte l’appellation Vino Nobile di Montepulciano DOCG.
Le vigne di Sangiovese crescono su un'argilla alcalina ricca di limo, calcare e sedimenti marini preistorici. La coltivazione si basa su trattamenti biologici e omeopatici; vendemmia e selezione sono effettuate a mano, a perfetta maturazione. In cantina, la fermentazione avviene in vasche di acciaio inox, con una macerazione sulle bucce che può durare fino a ventotto giorni, prima dell'affinamento di ventiquattro mesi in botti di rovere. Le informazioni disponibili non descrivono nel dettaglio il colore né gli aromi precisi: preferisco non attribuire loro note che non sono attestate. Descrivono invece una tensione al tempo stesso delicata e intensa. Sui riferimenti di degustazione forniti, il vino tende verso le spezie, il legno dell'affinamento è marcato e il corpo si colloca dalla parte dell'ampiezza. È il ritratto di struttura e affinamento, piuttosto che un elenco di aromi immaginati.
Lo servirei con un tagliere di salumi, formaggi stagionati o una carne rossa: questi abbinamenti sono indicati per la cuvée e richiamano il suo profilo costruito dal Sangiovese e dal lungo passaggio in botte. La selvaggina è anch'essa una pista naturale se prepari un pasto più generoso. Per gustarlo al meglio, lascia che si apra nel bicchiere e accompagnalo con un piatto dai sapori netti, senza cercare di mascherare il vino. Questa bottiglia mi sembra destinata a una tavola dove ci si prende il tempo di parlare del luogo da cui proviene: una parcella antica, un suolo singolare e il lavoro di Avignonesi a Montepulciano.
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