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Il vino
Nel Franze 2020 ricordo innanzitutto un incontro poco atteso: il Ciliegiolo, associato all'eleganza, e il Teroldego, i cui tannini conferiscono una struttura decisa. Proveniente da una particella unica e affinato in barrique francesi già usate, questo rosso biologico IGP Toscana porta un'espressione costruita con pazienza, senza cercare di mascherare la sua origine.
La tenuta Sassotondo si trova nel sud della Toscana, intorno a Sorano e Pitigliano, nel paesaggio dell'antico bacino vulcanico di Bolsena. Edoardo Ventimiglia, direttore della fotografia di cinema a Roma, e la moglie Carla Benini hanno scelto di lasciare il mondo delle riprese dopo aver scoperto questa regione. Si sono dedicati alla valorizzazione di una tenuta abbandonata, con l'ambizione di produrre vini legati al loro territorio. Franze proviene da un cru unico a Sovana, dove le viti crescono su suoli di tufo. Piantate tra il 1998 e il 2003, sono coltivate secondo principi biologici.
Il Ciliegiolo e il Teroldego sono vendemmiati a mano, poi vinificati separatamente. La fermentazione avviene senza aggiunta di lieviti e dura da 25 a 30 giorni, macerazione inclusa. Per l'annata 2020, il vino trascorre poi dodici mesi in barrique di rovere francese usate. Il Franze viene elaborato solo nelle annate giudicate particolarmente favorevoli: una decisione che distingue questa cuvée dai vini prodotti ogni anno. La descrizione disponibile non precisa né il colore esatto del suo abito né aromi particolari; preferisco quindi non attribuirgli note di frutta o di spezie. Sottolinea invece l'alleanza tra i tannini robusti del Teroldego e l'eleganza del Ciliegiolo. I riferimenti di degustazione lo collocano a 6 su 9 tra fruttato e speziato, a 3 su 9 tra giovinezza e affinamento, e a 6 su 9 tra leggerezza e corpo: un rosso di struttura media o sostenuta, in cui il legno resta misurato.
Lo servirei con carni bianche arrosto o carni rosse, abbinamenti proposti per questo vino e coerenti con la sua struttura tannica. Una cottura semplice, accompagnata da verdure o erbe, lascerà più spazio al vino di una salsa troppo potente. Puoi anche riservarlo a un pasto in cui ci si prende il tempo di soffermarsi sul contrasto tra i due vitigni e sul lavoro di particella che lo caratterizza. Il Franze 2020 racconta una Toscana meno attesa, quella delle terre di tufo e delle scelte pazienti: una bottiglia da aprire quando hai voglia di un rosso di carattere, senza attendere da lui aromi che le note disponibili non documentano.
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