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Il vino
Nel sud della Toscana, il Ciliegiolo trova qui un'espressione plasmata dalle colline, dai suoli argillosi e dalla vicinanza del mare. Ti consiglio questo rosso biologico per il suo radicamento molto preciso: un vitigno antico della regione, lavorato con misura, tra vasca in acciaio e legno di acacia.
Montauto si trova nelle colline verdeggianti della Maremma, a una decina di chilometri dal litorale. La cuvée Silio appartiene alla DOC Maremma Toscana e valorizza un solo vitigno, il Ciliegiolo, varietà toscana meno diffusa di altre e particolarmente presente in questa sottozona. Le viti crescono a circa 200 metri di altitudine, su suoli argillosi misti a ghiaia. Questo paesaggio, tra rilievo interno e influenza marittima molto vicina, dà al vino il suo contesto senza che sia necessario esagerarne le promesse.
La cantina di famiglia è legata alla storia di Riccardo Lepri: suo nonno vinificava già all'inizio del secolo, mentre Riccardo ha avviato il proprio progetto nel 2002, dopo studi in economia e gestione. Per questa annata 2023, le uve sono raccolte a mano e collocate in piccole cassette. La macerazione dura circa quindici giorni, poi la fermentazione si svolge in vasche in acciaio a temperatura controllata, intorno ai 18 °C. Il vino viene quindi affinato per dieci mesi: 80 % in acciaio e il resto in botti di acacia. L'agricoltura biologica accompagna questo approccio attento, che lascia al frutto un posto centrale pur apportando un tocco misurato di affinamento in legno.
Le indicazioni di degustazione disponibili non descrivono con precisione il colore né aromi particolari; preferisco quindi non promettere note di ciliegia, di spezie o di macchia mediterranea che non sono attestate. Il profilo si colloca a metà strada tra fruttato e speziato, con una presenza del legno piuttosto discreta e una struttura di corpo medio-pieno. Questi riferimenti suggeriscono un rosso che non cerca né la leggerezza assoluta né una forte impronta di legno. Il Ciliegiolo resta al centro dell'esperienza, mentre i dieci mesi di affinamento tra acciaio e acacia danno alla cuvée il suo equilibrio stilistico. È un modo onesto di avvicinarsi a questo Silio: restando curiosi, senza confondere il carattere del terroir con sensazioni che non sono documentate.
Lo servirei con un tagliere di salumi o con carne rossa, due abbinamenti consigliati per accompagnare il suo profilo fruttato-speziato e la sua struttura. Troverà naturalmente il suo posto durante un pasto conviviale, quando hai voglia di un rosso toscano dal carattere deciso senza scegliere un vino dominato dal legno. La vicinanza del mare e le colline della Maremma raccontano già in parte la sua origine; a tavola, lascia semplicemente che il Ciliegiolo prenda il suo posto, senza cercare di complicare l'abbinamento. Una bottiglia da aprire con piatti genuini, per assaporare la Toscana attraverso uno dei suoi vitigni meno conosciuti.
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