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Il vino
Nel DaDi Toscana 2022, Avignonesi unisce diversi vitigni toscani e sceglie la terracotta per accompagnare il vino. Mi piace questo approccio che lascia spazio ai frutti rossi, alle spezie e a una freschezza ben presente, senza cercare di mascherare l'origine dell'uva. È un rosso biologico e vegano, vivace nella sua espressione, da scoprire quando hai voglia di un vino di carattere che resti morbido e accogliente.
La tenuta Avignonesi si trova a Montepulciano, nel cuore della Toscana, e porta il nome dei suoi proprietari originari. Nel 2007, Virginie Sayers lascia la sua carriera in Belgio per riprendere questa storica tenuta e far evolvere la gestione della proprietà verso una viticoltura biologica e biodinamica. Questa storia chiarisce la scelta di campo del DaDi: il nome rimanda alla terra, e il vino intende mantenere un legame leggibile con il suo ambiente. È indicato come IGP Toscana, una menzione che colloca la sua origine a livello regionale.
Il Sangiovese, vitigno emblematico della regione, rappresenta il 27% dell'assemblaggio. È affiancato dal 28% di Canaiolo, dal 25% di Mammolo, dal 15% di Alicante e dal 5% di Ciliegiolo. Le uve fermentano con lieviti indigeni, e una quota del 10% viene lavorata in grappoli interi. L'affinamento avviene in anfore di terracotta toscana, modellate da artigiani locali. Apprezzo soprattutto questa scelta del contenitore: accompagna il vino senza collocarlo sotto il segno del legno, e richiama l'idea di terroir che la cuvée porta con sé. La scelta biologica è confermata, così come il carattere vegano del vino.
Nel bicchiere, la degustazione mette in evidenza un naso intenso di cannella e anice stellato, accompagnato da lampone e ribes nero. La bocca è succosa e vivace, con sapori decisi di amarena e ciliegia nera, seguiti da discrete sfumature floreali. Il frutto non fa dimenticare l'energia del vino: la freschezza accompagna il palato fino a un finale lungo, delicato e leggermente morbido. Nel complesso l'impressione è fluida, ma non sbiadita; le spezie e le ciliegie gli conferiscono una vera presenza. Questi riferimenti di degustazione ne fanno un rosso espressivo, in cui il frutto maturo e lo slancio fresco si rispondono senza pesantezza.
Lo servirei con un piatto di pasta al pomodoro, verdure arrostite o pollame alle erbe: abbinamenti che possono accompagnare le sue note di ciliegia, il suo profilo speziato e la sua vivacità senza coprirle. Troverà posto anche in un pasto semplice tra amici, quando si prende il tempo di lasciare che il vino si apra nel bicchiere. Servilo leggermente fresco, poi osserva come i frutti rossi e le spezie si delineano nel corso della degustazione. Se cerchi un rosso toscano biologico, vinificato in anfora e composto da diverse varietà locali, il DaDi 2022 merita un posto a tavola.
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