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Il vino
Nel Tuforosso 2022 trovo un'alleanza singolare: la freschezza dei frutti rossi, una bocca asciutta e calda, e tannini morbidi che non cercano di dominare. Questo rosso biologico della Toscana unisce Sangiovese, Merlot e Teroldego; la sua vinificazione in vasche d'acciaio lascia spazio al frutto e all'espressione del terroir.
Il Sassotondo Tuforosso è un IGP Toscana elaborato a partire dal 60% di Sangiovese, 20% di Merlot e 20% di Teroldego. Le viti crescono nei appezzamenti di Sovana, nel sud della Toscana, su suoli di tufo friabili e acidi, poco fertili in sostanza organica ma ricchi di minerali, in particolare potassio, magnesio e sodio. Questa terra vulcanica costituisce uno dei tratti distintivi della cantina Sassotondo e del suo ambiente.
La storia della tenuta inizia nel 1990, quando Edoardo Ventimiglia, operatore di ripresa cinematografica, e Carla Benini, ingegnera agronoma, lasciano le loro professioni per rilevare una piccola tenuta allora abbandonata. La loro scoperta della regione di Pitigliano e di Sovana, dopo un corso di sommelier a Roma, li porta a lavorare queste terre e a valorizzare i vitigni locali. Sassotondo è in particolare associata alla promozione del Ciliegiolo, vitigno rosso della Maremma. Il Tuforosso, invece, combina varietà locali e internazionali.
La vendemmia è manuale, al momento ritenuto ottimale di maturazione. Ogni vitigno viene vinificato separatamente, con lieviti indigeni, e la fermentazione con macerazione dura da quindici a venti giorni. Il vino matura poi alcuni mesi in vasche d'acciaio. Alla degustazione, le note disponibili non precisano il colore del vino; il naso si apre sulla prugna e su altri frutti rossi. La bocca è asciutta e calda, equilibrata da un'acidità rinfrescante. I tannini, lisci e avvolgenti, danno una sensazione di morbidezza. È un rosso giovane, fruttato, dal corpo presente senza affinamento in botte.
Lo servirei con un pollame o un'altra carne bianca, la cui delicatezza risponde al suo frutto e alla sua acidità, ma anche con salumi. Per una tavola più generosa, accompagna anche le carni rosse. Il suo profilo accessibile e i suoi tannini morbidi ne fanno una scelta che puoi aprire senza aspettare un'occasione solenne: un pasto condiviso basta. Se vuoi assaggiare un rosso biologico delle colline di Sovana, plasmato da suoli di tufo e da un assemblaggio poco comune, il Tuforosso 2022 merita il suo posto a tavola.
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