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Il vino
In questo Chianti Classico, il Sangiovese incontra la memoria di una piccola azienda familiare e la profondità di un affinamento in legno. Te lo consiglio per il suo equilibrio tra frutto nero, una nota floreale e tannini fini, senza perdere di vista il suo radicamento preciso: le colline di Viacosta, nel cuore della Toscana.
Il Pozzesi e Figlie Rodáno 2024 è un rosso DOCG Chianti Classico prodotto da Fattoria Rodano. La tenuta Pozzesi e Figlie, legata a questo vino, si trova tra 200 e 300 metri di altitudine, lungo l'itinerario che collega la valle dell'Elsa a Castellina. Questa via percorreva un tempo una parte della Via Francigena, il cammino seguito dai pellegrini tra il nord dell'Europa e Roma. La proprietà è descritta come una piccola azienda familiare risalente al XVIe secolo, guidata da Enrico Pozzesi e legata a un approccio artigianale.
Le uve provengono in particolare da Viacosta, un vigneto esposto a sud che l'azienda considera il gioiello della proprietà. La coltivazione è biologica; la fermentazione avviene in grandi botti di legno, poi il vino viene affinato in barrique di rovere americano per 24 mesi. I vitigni indicati per questa cuvée sono il Canaiolo, il Colorino e il Sangiovese. Una descrizione lo presenta tuttavia come un vino monovitigno di Sangiovese: le fonti non permettono di precisare le proporzioni né di risolvere questa differenza. Preferisco quindi mantenere questa riserva piuttosto che attribuire al blend una composizione incerta.
Nel bicchiere, il colore è quello di un vino rosso, senza ulteriori precisazioni nelle note disponibili. Il naso offre aromi di ribes nero e una delicata sfumatura di violetta. In bocca, il vino è descritto come caldo ed equilibrato, con tannini fini e ben integrati, che sostengono il frutto senza prevalere. L'annata 2024 è presentata come favorevole alla struttura e alla profondità della cuvée. Il suo profilo si colloca a metà strada tra frutto e spezie, con una presenza del legno marcata ma senza cancellare l'equilibrio generale. La degustazione suggerisce un rosso già maturo, da gustare per la sua consistenza tanto quanto per i suoi aromi nitidi.
Lo abbinerei a carni rosse, pollame o un tagliere di salumi, lasciando che il vino accompagni il pasto piuttosto che pretendere di dominarlo. Anche i formaggi a pasta molle o stagionati si abbinano bene; i funghi daranno un accordo più terroso, mentre un formaggio erborinato giocherà sul contrasto. È una bottiglia da stappare attorno a una tavola conviviale, quando hai voglia di un Chianti Classico strutturato ma equilibrato. Prenditi il tempo di lasciarlo esprimere nel bicchiere: la ribes nero, la violetta e i tannini fini conferiscono a questa cuvée una presenza discreta ma ben definita.
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