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Il vino
Nel Il Nocio c'è un vino che parla innanzitutto di un luogo preciso: una parcella di Sangiovese, lavorata con cura sulle alture di Montepulciano. Te lo consiglio per la sua fedeltà al terroir e per il suo affinamento in legno, che accompagna il frutto senza cancellare l'identità dell'uva. Il profilo dichiarato tende verso le spezie, con una struttura di corpo intermedia.
Questo Vino Nobile di Montepulciano DOCG proviene da Vigna del Nocio, una parcella di quattro ettari situata a Cervognano di Montepulciano. Le viti di Sangiovese vi sono state piantate nel 1988, su terreni che mescolano argilla e sabbia, tra 280 e 350 metri di altitudine. La vendemmia è manuale e realizzata al momento ritenuto ottimale, con una selezione dei grappoli. Il lavoro in vigna è improntato al rispetto, nell'intento di preservare i caratteri del sito.
La storia di Boscarelli inizia con Egidio Corradi, che lascia la finanza nel 1962 per dedicarsi alla produzione di un vino capace di esprimere la sua terra natale. Acquista allora due piccole proprietà in parte abbandonate. Oggi i suoi nipoti Luca e Nicolò De Ferrari portano avanti questa avventura familiare, conservando lo spirito del progetto e adattandolo al loro tempo. Dopo una fermentazione condotta con dolcezza, il vino viene affinato per 18 mesi in botti di rovere; la descrizione dell'annata menziona inoltre 18 barriques di rovere della Slavonia.
Per il 2021, le indicazioni disponibili non dettagliano una tavolozza precisa di aromi né il colore oltre alla sua categoria di vino rosso: preferisco quindi non prometterti note di frutta o di fiori non documentate. Il profilo comunicato lo colloca comunque abbastanza vicino al versante speziato, a 7 su 9, con una presenza del legno moderata, valutata 5 su 9, e un corpo di 6 su 9. Questi riferimenti delineano un rosso strutturato senza essere descritto come massiccio, in cui l'affinamento in botte occupa un posto percepibile. L'annata 2021 ha inoltre ricevuto un punteggio di 97/100 da James Suckling.
Servirei Il Nocio con una carne rossa o della selvaggina, abbinamenti proposti per questo vino e coerenti con il suo profilo speziato e il suo corpo deciso. È una bottiglia da stappare durante un pasto in cui il piatto può prendersi il suo tempo, senza cercare di mascherare il vino con sapori troppo potenti. Lascialo respirare qualche istante nel bicchiere, poi prenditi il tempo di osservare come il legno e il Sangiovese si rispondono: un modo semplice di assaggiare, attraverso una parcella e una storia di famiglia, il Vino Nobile di Montepulciano.
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