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Il vino
In questo Chianti Classico DOCG, il Sangiovese ha il ruolo principale, con un tocco di Canaiolo a completare il blend. Ti consiglio il Roccialta 2022 per il suo legame con una storia toscana ancora viva: quella di un'azienda che evolve i suoi metodi senza rinnegare le proprie radici. Il suo affinamento in legno fa parte della sua identità, ma le informazioni disponibili non forniscono note di degustazione dettagliate; preferisco quindi non inventare il suo naso o la sua struttura.
L’histoire d’Azienda Uggiano commence dans les années 1970, lorsque Giuseppe Losapio, œnologue formé en France, fonde la cave au château de Montespertoli. En 1976, le domaine s’installe à San Vincenzo a Torri, au cœur de la campagne toscane. Le paysage alentour — collines, églises, monastères et villas dispersées — donne une idée de cet environnement rural où le vin s’inscrit dans une longue histoire. Par la suite, Giacomo, Fabio et Daniele prennent le relais, avec l’ambition de consolider le projet plutôt que d’en bouleverser l’esprit.
Il Roccialta 2022 unisce il 90% di Sangiovese e il 10% di Canaiolo. La vinificazione descritta privilegia un'estrazione controllata: fermentazione in vasche d'acciaio, con lieviti selezionati e una temperatura controllata tra 26 e 28 °C. Due rimontaggi quotidiani accompagnano questa fase, per estrarre colore, struttura e tannini senza ricercare l'eccesso. Il vino è presentato come un rosso affinato in legno. Le informazioni disponibili menzionano sia dodici mesi in barrique sia un affinamento di sei-otto mesi in grandi botti di rovere, seguiti da sei mesi in bottiglia; trattengo quindi il passaggio in legno, senza pretendere di risolvere questa differenza di durata.
Per la degustazione, le indicazioni pubblicate non precisano né il colore nel calice, né aromi particolari, né l'equilibrio in bocca. Sarebbe allettante associare automaticamente il Sangiovese a note di ciliegia o a una freschezza marcata, ma questi elementi non sono documentati per questa cuvée. Ciò che posso dirti con certezza è che il vino rivendica la denominazione Chianti Classico DOCG ed è costruito attorno a un vitigno emblematico della regione, completato dal Canaiolo. La scelta di grandi contenitori di rovere, nella descrizione tecnica, mira ad accompagnare il vino senza marcarne troppo il profilo aromatico.
Lo servirei con un piatto di pasta al sugo di pomodoro, una carne alla griglia o un pecorino stagionato: abbinamenti semplici, che lasciano al vino il suo posto a tavola. È anche una bottiglia da stappare per parlare del Chianti oltre i luoghi comuni, tenendo presente ciò che si sa davvero della sua composizione e del suo affinamento. Se apprezzi i rossi toscani e sei curioso di assaggiare un'interpretazione firmata Uggiano, il Roccialta 2022 merita un posto a tavola, piuttosto che una degustazione guidata da promesse aromatiche non verificate.
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