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Il vino
Da questo Brunello 2019 ricavo un legame stretto tra un vitigno, un luogo e un lungo affinamento: il Sangiovese proviene da un appezzamento di Montalcino e matura trentasei mesi in grandi contenitori di rovere. Se cerchi un rosso toscano la cui personalità si basi tanto sul lavoro familiare quanto sul tempo trascorso in cantina, questa bottiglia merita la tua attenzione.
La storia di Palazzo prende una svolta nel 1983, quando Cosimo Loia acquisisce la tenuta, che porta il nome di sua moglie. Intraprende quindi la ristrutturazione della fattoria toscana del XVIII secolo, conservandone la struttura originale. Dal 1986 la famiglia Loia-Palazzo lavora undici ettari di vigneti e segue le diverse fasi della produzione, dalla coltivazione all'affinamento. Il Brunello 2019 proviene più precisamente da un vigneto di tre ettari, situato a 320 metri di altitudine, nella denominazione DOCG Brunello di Montalcino.
I terreni combinano marna, calcare e argilla, su una base di strati rocciosi. La vite è condotta con fertilizzanti e prodotti per la lotta ai parassiti destinati all'agricoltura biologica. La vendemmia si effettua a mano, in cassette, con una selezione delle uve direttamente in vigna. Il vitigno indicato è il Sangiovese. In cantina, le uve fermentano in vasche di acciaio inox da 40 a 50 ettolitri; la macerazione dura circa diciotto-venti giorni, a una temperatura controllata di 30 °C. Il vino trascorre poi trentasei mesi in contenitori di rovere da 20 a 25 ettolitri prima dell'imbottigliamento. La produzione dell'azienda resta limitata a 25.000 bottiglie all'anno.
Le informazioni disponibili non descrivono con precisione il colore, il naso né gli aromi al palato: preferisco quindi non attribuirgli note di frutta, spezie o sottobosco che non sono documentate. Il profilo comunicato colloca comunque il vino a sei su nove sulla scala dal fruttato allo speziato, e a sei su nove per il corpo, dal leggero al più ampio. Si posiziona a quattro su nove sull'asse dal giovane al legnoso. Questi riferimenti suggeriscono un equilibrio in cui il frutto e la struttura contano, senza ridurre il vino alla sola impronta della botte. L'affinamento prolungato è un dato concreto; da solo, però, non basta a descrivere tutta la degustazione.
Abbinerei questo Brunello con carni rosse o selvaggina, abbinamenti proposti per questo vino e coerenti con il suo profilo di rosso affinato in legno. Un arrosto, o un piatto brasato servito senza una salsa troppo potente, lascerà spazio al Sangiovese e alla struttura del vino. Apri la bottiglia durante un pasto in cui puoi prenderti il tempo di assaggiarla, piuttosto che in un bicchiere consumato in fretta. Per un primo incontro con Palazzo, l'annata 2019 offre così una visione precisa della tenuta: una parcella identificata, un lavoro manuale e un affinamento di trentasei mesi.
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