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Il vino
C'è vini la cui storia inizia intorno a una tavola: questo è nato da un'amicizia e da un gioco di degustazione tra due produttori. Nel bicchiere, l'Avignonesi Capannelle 50 & 50 Toscana 2020 unisce in parti uguali Merlot e Sangiovese. Amo questo incontro tra la rotondità del primo e il carattere più rustico del secondo, valorizzato da un affinamento paziente e da un profilo al tempo stesso fruttato e sfumato.
Classificato IGP Toscana, questo rosso è prodotto dalla tenuta Avignonesi, nel cuore della Toscana. La sua origine risale a una cena tra Raffaele Rossetti, allora proprietario della cantina Capannelle, e i fratelli Avignonesi. Confrontando i loro vini, si divertirono ad assemblarli; questa esperienza improvvisata diede vita alla cuvée, prodotta per la prima volta nel 1988. L'annata 2020 prosegue questa storia di collaborazione, senza cancellare l'identità dei due vitigni che la compongono: 50% Merlot e 50% Sangiovese.
Il lavoro in vigna e in cantina segue un approccio biologico; il vino è inoltre vegano. La tenuta coltiva oltre 170 ettari di vigneti in biodinamica e privilegia i prodotti biologici e i trattamenti omeopatici. La vendemmia e la selezione delle uve sono eseguite a mano. La fermentazione avviene in vasche di acciaio inox, a temperatura controllata, prima di un affinamento di 24 mesi in barrique, seguito da 12 mesi in bottiglia. Questo tempo permette al vino di stabilizzarsi prima di essere immesso sul mercato, senza che la sua espressione fruttata scompaia.
ALL'occhio, il suo colore rosso rubino brillante è arricchito da riflessi granata. Il naso si apre su note di rum, ciliegia e composta di prugna, per poi lasciar emergere sfumature più discrete di petali di rosa essiccati, pomodoro e fumo. In bocca lo trovo succoso ed equilibrato, con una bella fluidità che rende la degustazione piacevole. I tannini fini accompagnano un finale lungo, segnato da un ricordo fruttato. L'annata 2020 è descritta come fresca e concentrata: un equilibrio che dà slancio a questo assemblaggio senza mascherarne gli aromi caldi.
Servirei questo Toscana con un piatto che lasci spazio al vino: una carne arrosto, una pasta ai funghi o un formaggio stagionato possono accompagnare i suoi frutti maturi, i tannini fini e la sua nota affumicata. Si addice anche a una cena in cui ci si prende il tempo di tornare al bicchiere, di seguire l'evoluzione degli aromi e di raccontare le storie che si intrecciano attorno alla tavola. Se cerchi un rosso toscano al tempo stesso generoso e ben equilibrato, questa cuvée nata da un'amicizia merita un posto nella tua prossima degustazione.
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