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Il vino
In questo Chianti Classico c'è un modo generoso, ma ben misurato, di raccontare la Toscana. Il Dievole 2023 unisce frutti rossi e neri maturi a una trama setosa, sostenuta da tannini levigati e da una struttura nitida. Te lo consiglio se cerchi un rosso di carattere, affinato in botte, che mette il frutto in primo piano senza rinunciare alla profondità.
A circa dodici chilometri da Siena, la tenuta Dievole si inserisce nel paesaggio del Chianti Classico, nel cuore di un territorio in cui la vite e il vino hanno una lunga storia. La proprietà si trova in un ambiente rurale segnato dalla natura e dalle tradizioni della Toscana. Per questa cuvée DOCG, il Sangiovese ha il ruolo principale: è il vitigno emblematico della regione, qui presentato in un'espressione fruttata e strutturata. La tenuta lavora in agricoltura biologica e le uve vengono raccolte a mano nel momento ritenuto ottimale della loro maturazione.
Le viti, di 18 anni, crescono tra 300 e 420 metri di altitudine, su terreni che mescolano arenaria, limo e argilla, con calcare e marne. Dopo una vendemmia manuale, la fermentazione avviene in vasche di cemento, a temperatura controllata, per 14-15 giorni. Il vino trascorre poi 13 mesi in barrique di rovere francese, quindi riposa tre mesi in bottiglia prima di essere immesso sul mercato. Nel calice, il suo colore rosso rubino intenso annuncia un naso intenso di ciliegia matura e mirtillo. Il palato è succoso, ampio e caldo, con una materia descritta come setosa e tannini finemente levigati. Il frutto resta generoso, mentre una struttura ben disegnata dona equilibrio all'insieme. L'affinamento in legno apporta profondità al vino, senza cancellarne i profumi fruttati.
Lo servirei con un tagliere di salumi, funghi saltati o un piatto di legumi stufati, i cui sapori terrosi si sposano bene con il frutto del Sangiovese. Accompagna anche le carni rosse, alla griglia o cucinate a lungo, per un pasto in cui ci si prende il tempo di restare a tavola. La sua ricchezza e la sua struttura gli danno abbastanza presenza per reggere piatti saporiti, mentre le note di ciliegia e mirtillo apportano una nota di freschezza aromatica. Stappalo durante una cena semplice ma curata, quando hai voglia di un rosso toscano con sostanza e una vera identità di terroir. Un bicchiere che invita a rallentare e a godersi il pasto, senza formalità.
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