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Il vino
In questo rosso della Toscana, il Sangiovese cresce sulle alture di Segalari, di fronte al mare e nelle brezze della costa etrusca. Ricordo soprattutto questo legame tra un vitigno emblematico, vigne antiche e un affinamento in grandi botti, che lascia il frutto al centro senza cancellare il lavoro del legno.
Il Dinostro è prodotto da Podere Il Castellaccio, a Castagneto Carducci, in provincia di Livorno. La tenuta appartiene alla famiglia Scappini dal 1960; Alessandro ne ha ripreso la guida nel 2009. Oggi l'azienda coltiva la vite e l'olivo sulle colline di Segalari, in un paesaggio rivolto verso il mar Tirreno. La proprietà comprende quindici ettari suddivisi tra vigneti, oliveti e bosco, oltre a uno spazio in cui dei cavalli vengono impiegati per lavorare il terreno.
Questa annata 2023 è un Sangiovese in purezza, classificato IGP Toscana. Le parcelle si trovano tra 100 e 160 metri di altitudine, su suoli di scisto. Le viti, di circa cinquant'anni, sono coltivate in agricoltura biologica. Qui, le estati lunghe, gli inverni miti e il sole si accompagnano a regolari brezze provenienti dal largo, che contribuiscono al microclima della tenuta. Le uve sono vendemmiate tra la fine di settembre e l'inizio di ottobre. La fermentazione avviene in botti di legno da 20 ettolitri, seguita da una macerazione di diverse settimane con le bucce. Dopo la svinatura, il vino riposa dodici mesi in botte grande, poi sei mesi in bottiglia prima di essere messo in vendita.
Le informazioni disponibili non descrivono aromi precisi; preferisco quindi non attribuirgli note di frutta o di spezie che non sono documentate. Il profilo dichiarato lo colloca a metà strada tra fruttato e speziato, con una presenza del legno piuttosto discreta e un corpo di intensità media. Questi riferimenti danno l'immagine di un rosso equilibrato nel suo stile, senza pretendere di sostituire la degustazione nel bicchiere. Il suo colore è quello di un vino rosso, ma non viene fornita alcuna indicazione più dettagliata sulla sua tonalità, sul suo naso o sulla sua struttura.
Lo proporrei con carni rosse o bianche, salumi o un risotto: abbinamenti che riprendono le piste indicate per questo vino senza cercare di mascherare il Sangiovese. Può accompagnare un pasto conviviale in cui la bottiglia trova il suo posto tra una portata e l'altra, piuttosto che richiedere un'occasione solenne. Se apprezzi i rossi toscani provenienti da vigne coltivate vicino al mare e affinati in grandi contenitori di legno, il Dinostro 2023 merita che gli dedichi un momento a tavola. Servilo con un piatto generoso e prenditi il tempo di farti una tua opinione sul suo equilibrio.
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