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Il vino
Nel Le Serre Nuove 2023 c'è un incontro che amo particolarmente a Bolgheri: il frutto maturo, le spezie discrete e una struttura che non cerca di mascherare la freschezza. Questo rosso della Tenuta dell'Ornellaia invita a soffermarsi sulle sue sfumature, bicchiere dopo bicchiere, piuttosto che lasciarsi impressionare dal solo nome.
Prodotto a Bolgheri, in Toscana, a pochi chilometri dalla costa mediterranea, questo vino è indicato come DOC Bolgheri Superiore. La Tenuta dell'Ornellaia è stata fondata dal marchese Lodovico Antinori, ispirato da tenute bordolesi come Lafite e Latour. In questo terroir dal microclima favorevole, i vitigni francesi hanno trovato un posto singolare: Le Serre Nuove unisce Merlot, Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc e Petit Verdot. Questo secondo vino della tenuta beneficia, secondo la sua presentazione, della stessa cura attenta del vino di punta Ornellaia.
L'annata 2023 riunisce il 44% di Merlot, il 37% di Cabernet Sauvignon, l'11% di Cabernet Franc e l'8% di Petit Verdot. Le uve vengono vendemmiate a mano in piccole cassette, poi selezionate su due tavoli di cernita. Ogni vitigno e ogni parcella sono vinificati separatamente; le fermentazioni si svolgono in parte in vasche di acciaio inox e in parte in vasche di cemento, prima di una macerazione di circa dieci-quindici giorni. Dopo la fermentazione malolattica, il vino passa in barrique di rovere. La descrizione dell'annata indica un affinamento di diciotto mesi in barrique.
Nel calice, il suo colore rosso intenso annuncia un vino di grande presenza. Il naso si apre su prugna matura e ciliegia, accompagnate da un tocco di liquirizia e da un pizzico di pepe nero. In bocca, il frutto resta espressivo e poggia su una trama tannica robusta, equilibrata dalla freschezza delle bacche. È proprio questo dialogo tra spezie e frutti a catturare la mia attenzione: i profumi si rispondono senza che l'uno prevalga del tutto sull'altro. Il risultato descritto per il 2023 unisce concentrazione ed eleganza, con un'espressione decisa ma equilibrata.
Lo servirei con carne alla griglia o arrosto, per esempio un manzo scottato sul fuoco o un agnello alle erbe, la cui consistenza saprà rispondere ai tannini e i cui sapori accompagneranno il frutto maturo. Troverà posto anche accanto a un formaggio stagionato, per un pasto che prende il suo tempo. Stappalo quando hai voglia di un rosso strutturato ma ancora vivace per la freschezza, e lascialo qualche istante nel bicchiere perché prugna, ciliegia e spezie si dispieghino. Una bottiglia da condividere durante una cena curata, senza trasformare l'occasione in una cerimonia.
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