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Il vino
In questo Chianti Classico Riserva 2021, il nome Borro del Diavolo richiama al tempo stesso un luogo ben reale e una singolare storia letteraria. Ti consiglio questo Sangiovese biologico per il suo radicamento preciso nelle colline del Chianti e per il suo lungo affinamento in botte, che conferisce al vino una marcata presenza legnosa. Le indicazioni disponibili parlano di un profilo fruttato e speziato, di corpo medio, senza entrare nel dettaglio degli aromi: meglio mantenere questa sobrietà piuttosto che attribuire al vino note non documentate.
La Fattoria Ormanni si trova nella denominazione DOCG Chianti Classico, in Toscana. Le uve di questa cuvée provengono dal vigneto Borro del Diavolo, vicino a Barberino Val d'Elsa, nell'area fiorentina. Il nome farebbe riferimento al ruscello Borro che attraversa il paesaggio toscano. Qui il Sangiovese cresce su terreni argillo-calcarei, a circa 250-320 metri di altitudine. Le viti hanno tra i 25 e i 50 anni e sono coltivate in agricoltura biologica; la vendemmia avviene a mano quando le uve hanno raggiunto la loro maturazione ottimale.
Il nome Ormanni porta anche una risonanza antica: la famiglia è menzionata da Dante nel canto X dell'Inferno. Questo riferimento lega una stirpe fiorentina a un terroir viticolo la cui storia non si esaurisce nelle bottiglie. Per questa annata 2021, le uve fermentano in vasche d'acciaio per venti giorni, poi il vino riposa circa venti mesi in barriques di rovere. Questo percorso, dalla raccolta manuale all'affinamento in legno, offre alcuni riferimenti concreti per comprenderne lo stile, senza pretendere di riassumere da solo il lavoro della tenuta.
Nel bicchiere, la fonte conferma un vino rosso, ma non precisa la tonalità del colore né gli aromi riconoscibili al naso. Colloca la sua espressione tra frutto e spezie, a un livello medio su questa scala, e indica un'influenza del legno piuttosto marcata. Anche il corpo è valutato in una fascia intermedia. Vi vedo quindi una scelta interessante se cerchi un Chianti Classico Riserva in cui il Sangiovese conserva una dimensione fruttata, accompagnata da venti mesi di affinamento in rovere. Per la degustazione, lascia che si apra e osserva ciò che il vino rivela nel tuo bicchiere piuttosto che attendere un elenco di note già confezionato.
Lo servirei con carne rossa, salumi o formaggi stagionati: abbinamenti proposti per questa cuvée e abbastanza generosi da accompagnarne il profilo fruttato, speziato e speziato di legno. Una tavola di stagione, un pasto che prende il suo tempo, qualche commensale curioso della Toscana: ecco un'occasione naturale per aprirlo. Se la storia di Dante e degli Ormanni ti incuriosisce, tienila a mente nel momento in cui porti il calice alle labbra. Questo vino permette così di assaporare un Chianti Classico Riserva risalendo, attraverso il suo nome, verso un frammento della memoria fiorentina.
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