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Il vino
In questo Chianti DOCG biologico, il Sangiovese guida la danza, affiancato da un tocco di Merlot e accompagnato da un affinamento in vasche di cemento. Mi piace il suo profilo descritto come gustoso e versatile: un rosso giovane, senza passaggio in legno dichiarato, che lascia spazio al frutto piuttosto che agli effetti del legno.
La Fattoria Ormanni è una tenuta storica le cui origini risalgono al 1818. Le sue vigne si trovano a Poggibonsi, in provincia di Siena, nel cuore della Toscana. Anche il Chianti ha una storia di tutela: nel 1924, i viticoltori della regione fondano il Consorzio per la Difesa del Vino Tipico del Chianti per difendere l'autenticità della denominazione contro gli usi abusivi del suo nome. Questa memoria conferisce un rilievo particolare a una bottiglia che rivendica il proprio radicamento regionale, senza cercare di complicare il discorso.
L'annata 2024 unisce il 95% di Sangiovese e il 5% di Merlot. Le uve sono coltivate in agricoltura biologica, vendemmiate a mano e selezionate in vigna. Dopo la diraspatura e la pigiatura, la fermentazione avviene in vasche d'acciaio a temperatura controllata; il vino viene poi affinato in vasche di cemento, per circa dieci-dodici mesi. Per la degustazione, le indicazioni disponibili restano misurate: non viene fornita alcuna descrizione precisa del colore né del naso. Lo stile è piuttosto fruttato che segnato dalle spezie, con un corpo leggero o medio. In bocca, la fonte lo descrive come gustoso e versatile; preferisco attenermi a questi riferimenti piuttosto che promettere aromi particolari che non sono documentati.
Lo vedrei volentieri accanto a una pizza, a un piatto di pasta o a un tagliere di salumi: abbinamenti semplici che si accordano al suo profilo fruttato e al suo carattere poco legnoso. Può anche accompagnare carni bianche o pesce bianco, per un pasto in cui preferisci un rosso senza pesantezza. Da stappare per una cena informale, o per ritrovare nel bicchiere un'espressione accessibile del Chianti, senza cerimonie. Se ami capire il vino più dalla sua origine che dai suoi sentori, la storia di Ormanni e il suo affinamento in cemento offrono qui riferimenti concreti. Servilo a tavola, lascialo respirare un po' nel bicchiere, poi prenditi il tempo di giudicarne l'equilibrio da te.
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