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Il vino
In questo Chianti Classico Riserva ritrovo l'equilibrio tra il frutto maturo, una trama tannica decisa e una freschezza che prolunga la degustazione. Il Sangiovese conduce la danza, mentre il Merlot completa l'assemblaggio; dodici mesi in barrique di rovere francese accompagnano il vino senza cancellarne i profumi di ciliegia e lampone. Una bottiglia da ascoltare con calma, piuttosto che da aprire distrattamente.
Il Castello di Fonterutoli si trova nel cuore della zona del Chianti Classico, in Toscana. La famiglia Mazzei figura tra le antiche famiglie vitivinicole della regione e la sua storia è strettamente legata a quella della denominazione. Il nome Ser Lapo rende omaggio a un antenato della famiglia: un documento datato 1435, a lui associato, è citato come una delle prime attestazioni della parola « Chianti » per indicare un vino. Questa memoria conferisce al nome della cuvée una risonanza particolare, senza distogliere l'attenzione da ciò che c'è nel bicchiere.
L'annata 2023 assembla il 90 % di Sangiovese e il 10 % di Merlot. Le uve vengono vendemmiate a mano, in più passaggi, per ricercare una maturazione ottimale. In cantina, la fermentazione si svolge in vasche in acciaio inox a temperatura controllata, tra 26 e 28 °C, per 15-18 giorni. Il vino trascorre poi dodici mesi in piccole botti di rovere francese. Questa successione di operazioni, dalla raccolta all'invecchiamento, delinea il profilo di una Riserva DOCG concepita attorno al frutto e a una struttura capace di sostenere la degustazione.
Nel bicchiere, il colore è quello di un rosso affinato in legno; la fonte non precisa ulteriormente la sua nuance. Il naso si apre su frutti rossi maturi, in particolare ciliegia e lampone, esaltati da discreti tocchi di viola e spezie dolci. In bocca la struttura è elegante, con tannini fermi ma ben integrati. L'acidità apporta una sensazione di freschezza e mette in risalto i sapori fruttati, prima di un finale persistente e avvolgente. L'annata è descritta come generosa dal punto di vista delle condizioni meteorologiche, favorevoli a una buona maturazione delle uve. Lo vedo come un rosso di corpo medio-ampio, da assaporare lentamente per seguire l'evoluzione delle sue sfumature.
Lo servirei con carne arrosto o alla griglia, un piatto stufato alle erbe, oppure della pasta condita con un ricco sugo di pomodoro: i tannini troveranno il loro posto accanto a consistenze generose, mentre la freschezza accompagnerà il frutto del piatto. Un formaggio stagionato può anch'esso prolungare il pasto nello stesso spirito. Apri la bottiglia poco prima di sederti a tavola e lasciale il tempo di esprimersi nel bicchiere. Questo Ser Lapo 2023 si addice a una cena in cui si ama prendersi il proprio tempo, tornare sui profumi e condividere un Chianti Classico radicato nella storia vitivinicola dei Mazzei.
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