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Il vino
Nel DaDi Bianco Toscana 2024 trovo un bianco che fa dialogare diversi vitigni e diversi modi di lavorarli. Il suo uvaggio associa Orpicchio, Vermentino, Grechetto e Trebbiano, mentre l'affinamento sui lieviti e le note di agrumi, erbe mediterranee e pietra gli conferiscono un profilo al tempo stesso vivace e delicato. Un vino da apprezzare in gioventù, quando la sua freschezza si esprime appieno.
Questo vino è prodotto da Avignonesi, azienda situata nel sud della Toscana, in Italia. Virginie Saverys ne ha preso le redini nel 2009, con una particolare attenzione alla vitalità dei suoli e alle pratiche naturali. Il DaDi, il cui nome significa « terra-suolo », si inserisce in questa ricerca di equilibrio tra la vite, il terroir e il lavoro in cantina. Porta la denominazione IGT Toscana Bianco ed è prodotto con agricoltura biologica; è inoltre vegan.
L'annata 2024 riunisce il 48% di Orpicchio, il 22% di Vermentino, il 17% di Grechetto e il 13% di Trebbiano. Le uve sono raccolte a mano a piena maturazione, poi ciascun vitigno viene vinificato separatamente. I metodi variano a seconda della varietà: l'Orpicchio è pressato in grappoli interi; anche il Vermentino è pressato in grappoli interi; il Grechetto subisce una macerazione carbonica di sei giorni, mentre il Trebbiano macera 48 ore con le uve diraspate. Fermentazioni e affinamenti coinvolgono anfore, vasche in acciaio e botti già utilizzate, a seconda del vitigno. Dopo circa quattro mesi sui lieviti, i vini vengono assemblati e poi imbottigliati. Questo approccio sfumato è uno dei motivi per cui trovo il vino interessante: il risultato nasce da un uvaggio pensato fin nella vinificazione.
A colpo d'occhio, il colore non è descritto nelle note disponibili; preferisco quindi non attribuirgli una tonalità precisa. Il naso offre aromi di frutti di bosco e scorza di pompelmo, arricchiti da un tocco di pietra frantumata e di erbe mediterranee fresche. In bocca la texture è cremosa, il corpo medio e la freschezza nitida. Una delicata mineralità, che evoca il calcare, accompagna il tutto senza oscurarne il carattere vivace. Non si tratta di un bianco dalle note pesanti: l'equilibrio poggia piuttosto sul contrasto tra una materia morbida e un finale fresco.
Lo servirei con verdure alla griglia, un pesce semplicemente preparato o un piatto di formaggi freschi: abbinamenti che lasciano spazio agli agrumi, alle erbe e alla mineralità del vino. La sua vivacità lo rende anche una buona scelta per un aperitivo che porta dolcemente a tavola. Servilo senza aspettare anni e lascialo qualche minuto nel bicchiere perché i suoi aromi si dispieghino. Se cerchi un bianco toscano che unisca un assemblaggio preciso e freschezza, il DaDi Bianco 2024 merita un posto sulla tua tavola.
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