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Il vino
Scelgo questa Riserva per il suo legame preciso con il Chianti Classico e per un affinamento che non si basa soltanto sul legno: il cemento occupa anche un posto importante nella sua elaborazione. Ottenuto da Sangiovese coltivato in agricoltura biologica, il millesimo 2019 lascia intravedere un rosso di struttura media, in cui la fruttatezza, le spezie e l’affinamento sono preannunciati in proporzioni misurate.
Tenuta Casenuove si trova a Panzano, nel cuore della denominazione Chianti Classico, in Toscana. La tenuta si estende su 120 ettari, di cui 30 dedicati ai vigneti, in un paesaggio di colline e vigneti. La proprietà appartiene al gruppo Austruy e collabora con il consulente Stéphane Derenoncourt. Per questa Riserva DOCG, il vitigno indicato è il Sangiovese, raccolto a mano a piena maturazione e proveniente da vigne condotte in agricoltura biologica.
La vinificazione avviene in vasche di cemento vetrificato, con rimontaggi e operazioni di délestage. Dopo la pressatura verticale, il vino trascorre dodici mesi in vasche di cemento e in botti da 500 litri di primo e secondo passaggio, poi prosegue l’affinamento per ventiquattro mesi in bottiglia prima di essere messo in vendita. Questo percorso dà al cemento un ruolo reale, integrando il legno senza presentarlo come l’unico segno distintivo del vino.
Le informazioni di degustazione disponibili non descrivono con precisione il colore, gli aromi né i sapori; preferisco quindi non attribuirgli note che non sono documentate. I riferimenti stilistici collocano comunque il vino a metà di diverse scale: fruttato e speziato in parti uguali, tra giovinezza e influenza della botte, con un corpo di intensità media o sostenuta. Si tratta di indicazioni di equilibrio, non di un elenco di aromi da ritrovare nel bicchiere. Suggeriscono una Riserva che può accompagnare un pasto senza richiedere una degustazione formale.
Lo servirei con formaggi stagionati o un piatto di selvaggina, due abbinamenti proposti per questo vino e abbastanza generosi da rispondere al suo status di Riserva. È una bottiglia da aprire attorno a una tavola dove il pasto si prende il suo tempo, piuttosto che da scegliere per una promessa di note aromatiche precise. Lasciagli qualche istante nel bicchiere, poi osserva ciò che il Sangiovese e il suo affinamento esprimono davvero: qui l’interesse risiede anche nell’incontro tra Panzano, il cemento e il tempo trascorso in bottiglia.
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