🍷 Questo sito presenta vini
Questo contenuto riguarda bevande alcoliche. Ti preghiamo di confermare di avere l'età legale per il consumo di alcol nel tuo paese di residenza.
L'abuso di alcol è pericoloso per la salute. Da consumare con moderazione.
Il vino
In questo Rosso di Montalcino Alberello 2022, mi colpisce innanzitutto la scelta di un Sangiovese vinificato in purezza e lavorato con pazienza, senza cercare di mascherare la sua origine sotto una descrizione appariscente. Fonterenza unisce qui una coltivazione biodinamica, una fermentazione con lieviti indigeni e un affinamento diviso tra legno e acciaio. Un rosso da prendere in considerazione se apprezzi i vini di carattere, in cui la materia resta al centro del discorso.
Fonterenza è un giovane podere di Montalcino guidato dalle gemelle Margherita e Francesca Padovani, arrivate da Milano. Coltivano quattro ettari di vigneto in biodinamica e producono vini in stile tradizionale così come cuvée naturali più fresche e fruttate. L'Alberello è prodotto separatamente dal 2015, a partire da un piccolo appezzamento riservato a questa cuvée. Le sue viti crescono su terreni marnosi dove è presente il quarzo, con esposizioni a est e nord-est.
Il vitigno è il Sangiovese, vendemmiato a mano. In cantina, le uve vengono diraspate e poi fermentano in vasche di acciaio con lieviti indigeni. La macerazione con le bucce dura da quindici a venti giorni. Il vino viene poi affinato per circa ventiquattro mesi: undici mesi in botti di rovere slavo, poi tredici mesi in acciaio. Viene imbottigliato senza filtrazione né chiarifica; può quindi formarsi un deposito, un segno da conoscere prima di servirlo. Pur facendo riferimento nel nome al Rosso di Montalcino, lo stile è indicato come IGT Toscana: mi attengo a questa dicitura per collocare la cuvée.
Le fonti non riportano note aromatiche precise: preferisco quindi non inventare colore, profumo di frutta o sensazioni al palato. Le indicazioni disponibili collocano il vino a metà strada tra il frutto e le spezie, con una presenza del legno moderata e un corpo intermedio. Delineano un rosso che sembra poter accompagnare una tavola generosa senza che l'affinamento risulti predominante. Per servirlo, puoi proporlo con selvaggina o carne rossa, gli abbinamenti suggeriti per questa cuvée. Lo sceglierei per un pasto in cui ci si prende il tempo di lasciar aprire il vino, tenendo presente che un leggero deposito è possibile. Una bottiglia da condividere quando hai voglia di un Sangiovese di Montalcino proveniente da un piccolo appezzamento, elaborato con cura e senza artifici di chiarifica.
Da leggere