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Il vino
Ti consiglio questo Brunello per il modo in cui unisce la densità del frutto a un'espressione terrosa, senza cancellare la freschezza del Sangiovese. Nell'annata 2018, le ciliegie nere mature, la prugna e la violetta incontrano spezie discrete, poi si attardano in un finale persistente.
Fonterenza è un giovane podere di Montalcino, fondato e diretto da due sorelle gemelle venute da Milano. Hanno piantato le loro prime viti nel 1999 e coltivano le loro parcelle in biodinamica, con un approccio di scarso intervento in cantina. Questo Brunello di Montalcino DOCG è elaborato da Sangiovese, nella forma del Sangiovese Grosso. Il podere è anche indicato come praticante l'agricoltura biologica: un modo di collocare questo vino in un percorso attento alla vite, piuttosto che ridurre il suo carattere a una semplice tecnica di cantina.
Le uve provengono da una parcella di 1,6 ettari, su suoli di argilla e scisto. Le viti, piantate nel 1999 e allevate a Guyot bilaterale, sono distribuite a una densità di circa 4.000 piante per ettaro. Un ettaro è dedicato a questo Brunello, il resto della parcella alimenta un altro vino. In cantina, la fermentazione si svolge in botti di rovere sloveno da 1.750 litri, con lieviti indigeni e a una temperatura massima di 30 °C. La macerazione con le bucce dura da 30 a 90 giorni. Il vino viene poi affinato 47 mesi in botti da 2.000 e 2.300 litri, quindi imbottigliato senza filtrazione né chiarificazione. La produzione dichiarata è di circa 5.000 bottiglie.
Il suo colore è descritto come un rubino profondo e denso. Il naso si apre su ciliegie nere mature e prugne, accompagnate da note floreali di violetta, da un tocco di cannella e, nel profilo generale del vino, da sfumature di piccoli frutti neri e di cuoio. In bocca la materia è robusta e strutturata: i frutti rossi mantengono un ruolo centrale, mentre un discreto fondo terroso apporta profondità. La degustazione è al tempo stesso selvatica e fresca, con un finale lungo. L'annata 2018, segnata da condizioni meteorologiche favorevoli alla maturazione, è presentata come equilibrata. Qui, i 47 mesi di legno conferiscono al vino una dimensione decisa, senza far scomparire la pura espressione del Sangiovese.
Me lo immagino accanto a una carne rossa, il cui sapore farà da contrappunto alla struttura e al frutto maturo del vino, oppure con formaggi stagionati, abbinamento consigliato per la sua ricchezza aromatica. Servilo durante un pasto in cui puoi prenderti il tempo di seguirne l'evoluzione nel bicchiere: le note di frutta, di viola, di spezie e di cuoio disegnano diverse sfumature da esplorare. Se cerchi un Brunello di Montalcino coltivato in biodinamica e affinato a lungo in legno, il Fonterenza 2018 merita un posto alla tua tavola.
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