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Il vino
In questo bianco da macerazione, il frutto incontra la materia delle bucce e il tempo dell'affinamento. Fonterenza Bianco Le Ragazze 2023 ti attira con il suo blend di vitigni toscani, il suo profilo di orange wine e le sue note di mandarino, pepe bianco e mineralità. Una bottiglia da scegliere se ami i bianchi che prendono il loro tempo.
Questo vino è prodotto da Fonterenza, tenuta fondata nel 1997 dalle sorelle gemelle Margherita e Francesca Padovani. La loro azienda conta quattro ettari coltivati in biodinamica e la cantina privilegia un intervento minimo, con pochi solfiti e senza prodotti enologici. Per Le Ragazze, però, le uve provengono da parcelle appartenenti a un amico delle sorelle, vicino al Monte Amiata, non lontano da Montalcino. Situate tra 420 e 450 metri di altitudine, poggiano su marne, arenarie, quarziti e limi. La vendemmia è manuale.
L'annata 2023 è classificata IGT Toscana Bianco e unisce il 50% di Vermentino, il 30% di Trebbiano e il 20% di Malvasia. Si tratta di un vino bianco da macerazione, ottenuto da uve diraspate e pressate delicatamente, poi fermentate in tini aperti. Il Vermentino macera separatamente con le bucce per circa una settimana; i due altri vitigni fermentano insieme e macerano per circa quattordici giorni. I vini riposano poi separatamente prima dell'assemblaggio. Questo vino affina dieci mesi, in parte in una botte da 500 litri e per il resto in un'anfora di terracotta da 200 litri. Fonterenza ne produce poco più di novecento bottiglie. La tenuta elabora questo vino dal 2017, e questa cuvée è biologica, vegana e frutto di un approccio naturale.
Le note disponibili disegnano un vino complesso e ampio, con aromi di mandarino, pepe bianco e minerali. La macerazione sulle bucce conferisce a questo bianco il suo carattere di orange wine e una presenza più marcata di un bianco leggero; il profilo annunciato è inoltre segnato da un'aromaticità espressiva. Non gli attribuisco sfumature più precise di quelle riportate, ma questi riferimenti bastano a immaginare una bottiglia in cui il frutto maturo e le note speziate trovano un contrappunto minerale. Da servire con curiosità, lasciando al vino il tempo di aprirsi nel bicchiere.
Lo abbinerei volentieri a piatti affumicati, a un risotto o a un pesce bianco: tre accostamenti che figurano tra i suggerimenti per questa cuvée. Con un risotto, la sua trama ampia può accompagnare un piatto cremoso; con il pesce, il contrasto tra finezza e macerazione promette un incontro interessante. Per un pasto in cui ci si prende il tempo di assaggiare e confrontare le sensazioni, Le Ragazze offre una bella occasione per uscire dai riferimenti abituali del bianco. Se apprezzi i vini da macerazione, riservagli un posto a tavola.
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