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Il vino
Ti consiglio il Guidalberto 2024 per il suo blend di Cabernet Sauvignon e Merlot, affinato quindici mesi in barrique: due riferimenti che delineano un rosso toscano in stile bordolese. Proviene da Tenuta San Guido, azienda legata al Sassicaia, ma afferma la sua personalità con uve provenienti da vigne giovani. Le informazioni disponibili non descrivono nel dettaglio i suoi aromi né il suo colore; preferisco quindi attenermi a ciò che si sa della sua origine e della sua elaborazione.
La Tenuta San Guido si estende su 2.500 ettari nella Maremma, in Toscana, vicino al Lazio. La famiglia Incisa della Rocchetta vi produce in particolare il Sassicaia, concepito inizialmente per il consumo privato prima di essere condiviso più ampiamente. Il Guidalberto è descritto come il suo «fratellino»: un vino rosso toscano che segue gli stessi processi di produzione, a partire da vigne più giovani. Porta la denominazione IGP Toscana.
L'annata 2024 unisce il 60% di Cabernet Sauvignon e il 40% di Merlot. Le parcelle destinate al Guidalberto si trovano tra i 100 e i 300 metri di altitudine, su terreni ghiaiosi, in parte argillosi, paragonabili a quelli del Médoc. Il clima temperato riceve l'influenza delle brezze marine; le uve vengono raccolte a mano, in ritardo. In cantina, i grappoli sono selezionati manualmente, diraspati e pigiati con cura. La fermentazione avviene in vasche d'acciaio, con lieviti indigeni, a temperatura controllata tra 26 e 28 °C, e con una macerazione di circa due settimane. Il vino viene poi affinato quindici mesi in barrique di rovere francese; la descrizione della vinificazione precisa che viene utilizzata anche una piccola parte di rovere americano.
Per la degustazione, le indicazioni fornite restano volutamente generiche: collocano il vino a metà di una scala che va dal fruttato allo speziato, e di un'altra che va dal giovane al legnoso. Il suo corpo si colloca leggermente sopra la metà della scala proposta. Questi riferimenti suggeriscono un profilo equilibrato tra frutto, affinamento e struttura, senza permettere di affermare note precise di frutta, spezie o legno. Non posso nemmeno descrivere onestamente il suo colore, per mancanza di informazioni sull'aspetto. Sono quindi soprattutto il blend, l'origine e i quindici mesi di barrique a offrire qui le chiavi per avvicinarsi a questo vino.
La raccomandazione di abbinamento menziona le carni rosse. Lo servirei a tavola con un piatto di questa famiglia, lasciando che il vino accompagni il pasto piuttosto che cercare di attribuirgli aromi assenti dalle note disponibili. Il suo affinamento in legno e il suo blend di Cabernet Sauvignon e Merlot ne fanno una bottiglia da aprire per esplorare un'espressione della Maremma plasmata dai metodi della Tenuta San Guido. Se apprezzi i rossi toscani in stile bordolese, il Guidalberto 2024 merita un posto sulla tua tavola.
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