🍷 Questo sito presenta vini
Questo contenuto riguarda bevande alcoliche. Ti preghiamo di confermare di avere l'età legale per il consumo di alcol nel tuo paese di residenza.
L'abuso di alcol è pericoloso per la salute. Da consumare con moderazione.
Il vino
Ti consiglio questo Sassicaia per ciò che racconta tanto quanto per ciò che promette: a Bolgheri, un grande rosso toscano ha scelto di ispirarsi ai vitigni bordolesi piuttosto che seguire la tradizione locale. L’annata 2023 unisce 85 % di cabernet sauvignon e 15 % di cabernet franc, poi affina 24 mesi in barrique di rovere francese.
La Tenuta San Guido se trouve dans la Maremme, à Bolgheri, sur la côte toscane. L’histoire de Sassicaia commence avec le marquis Mario Incisa della Rocchetta et son rêve, dans les années 1920, de créer un vin italien de « pur-sang » selon des idéaux bordelais. Le cabernet sauvignon, après plusieurs essais, s’est imposé comme le cépage capable de donner au vin le bouquet recherché. Pour ce 2023, il est complété par le cabernet franc, dans les proportions indiquées de 85 % et 15 %.
Le viti occupano appezzamenti della collina che domina Bolgheri, su suoli di origine alluvionale che mescolano limo, argilla, sabbia e ghiaia, con una presenza notevole di ferro e manganese. La tenuta segnala anche notti fresche ed estati calde e secche, condizioni a cui sono esposte le vecchie viti, dalle radici profonde. La descrizione dell’annata precisa un affinamento di 24 mesi in barrique di rovere francese e un approccio rispettoso dell’agricoltura. Non fornisce tuttavia note dettagliate su colore, naso o palato: preferisco non inventare aromi né una texture per questo Sassicaia 2023.
La storia di questa cuvée spiega la sua importanza senza bisogno di aggiungere altro. Dal 1948 al 1967 il Sassicaia è rimasto in una cerchia privata, prima di essere commercializzato nel 1968. Ha poi contribuito a far conoscere i Super Toscani, quei vini che hanno scosso le abitudini della regione, e oggi possiede una denominazione propria, DOC Bolgheri Sassicaia. Qui la singolarità è anzitutto una scelta: far posto al cabernet in un paesaggio dove il sangiovese e il nebbiolo dominavano fino ad allora i vini rossi.
Lo servirei durante una cena in cui si può lasciare il vino aprirsi con calma, con una bistecca di manzo alla griglia, un agnello arrosto o un formaggio stagionato. Questi abbinamenti sono suggerimenti, non note di degustazione attribuite all’annata: in assenza di un profilo sensoriale documentato, è meglio scegliere una tavola generosa senza pretendere di indovinarne le sfumature. Se apprezzi i rossi di cabernet e le storie della Toscana che escono dai sentieri abituali, questo Sassicaia offre una bella occasione per assaporare questa audacia, al tuo ritmo.
Da leggere