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Il vino
In questo rosso della Tenuta San Guido, il cabernet incontra il paesaggio della Maremma e una storia che ha spostato i punti di riferimento del vino toscano. Te lo consiglio per la sua maturità decisa, ma anche per la sua freschezza delicata e la sua evoluzione: il Sassicaia 2022 sembra aprirsi poco a poco, senza perdere la sua eleganza.
La tenuta si trova a Bolgheri, in Maremma, su terreni dove si mescolano depositi alluvionali, limo, argilla, sabbia e ghiaia, con una marcata presenza di ferro e manganese. La proprietà copre 2.500 ettari, di cui 75 ettari di vigneti distribuiti su appezzamenti situati sulle colline alle spalle di Bolgheri. Le vecchie viti vi affondano profondamente le radici. A circa 400 metri di altitudine, conoscono notti fresche ed estati calde e secche, condizioni che conferiscono un carattere particolare a questo vino.
La storia del Sassicaia inizia con il marchese Mario Incisa della Rocchetta e il suo progetto di creare un vino italiano ispirato ai grandi principi bordolesi. Controcorrente rispetto a una tradizione locale più legata al sangiovese e al nebbiolo, scelse il cabernet sauvignon, al quale le prove della tenuta riconoscono la capacità di sviluppare un bouquet che ricorda quello di un Bordeaux invecchiato. Il consumo del Sassicaia rimase privato dal 1948 al 1967, il tempo necessario perché questo approccio trovasse il suo posto. Il vino ottenne in seguito un riconoscimento internazionale e dispone oggi di una denominazione propria, la DOC Bolgheri Sassicaia. L'annata 2022 assembla 85% di cabernet sauvignon e 15% di cabernet franc. Viene affinata 24 mesi in barrique di rovere francese, in un approccio di agricoltura rispettosa.
Al naso ritrovo more fresche e ciliegie acidule, accompagnate da note di rosmarino selvatico e lavanda. Il palato si distingue per una trama setosa e una freschezza delicata, mentre il carattere maturo e ampio dona profondità all'insieme. Le impressioni fruttate non occupano tutto lo spazio: le sfumature aromatiche e la sensazione di finezza compongono un profilo più complesso di una semplice espressione di frutto. Il vino evolve positivamente e si apre con il tempo. È quindi una bottiglia da affrontare senza fretta, lasciando al bicchiere il piacere di rivelarne le sfaccettature, piuttosto che cercare un effetto immediato.
Lo immaginerei accanto a un piatto di carne arrosto o brasata, la cui ricchezza potrebbe accompagnare il suo corpo ampio, senza mascherare le sue note di frutti neri, ciliegia ed erbe aromatiche. Puoi anche riservarlo a un pasto che desideri prolungare, prendendoti il tempo di seguirlo nel bicchiere: la sua evoluzione fa parte del suo interesse. Il Sassicaia 2022 si rivolge a chi ama i rossi strutturati, ma cerca anche la finezza di una trama setosa e una freschezza che bilancia la maturità. Un invito ad attendere, e poi ad assaporare.
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