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Il vino
In questo rosso di Castellare di Castellina, il Sangiovese incontra la Malvasia Nera e dà vita a un'espressione ampia ma tesa delle colline toscane. Ciò che mi colpisce soprattutto è il contrasto tra i suoi aromi di ciliegia matura e la sua freschezza, sostenuto da un lungo affinamento che gli lascia il tempo di distendersi.
Ce vin est produit en Toscane et indiqué en IGT Toscana. Son nom fait référence aux « sodi », terme local qui désigne les sols difficiles à travailler. Les vignes s’étendent sur les pentes d’un amphithéâtre naturel, jusqu’à 450 mètres d’altitude, avec une exposition sud-est. Elles ont entre sept et quarante-cinq ans. Le domaine, engagé dans la viticulture depuis les années 1970, cultive ses 33 hectares à la main, sans recours aux machines. Cette attention au milieu s’inscrit dans une démarche respectueuse de l’environnement ; la présence d’oiseaux sur les étiquettes rappelle aussi le retour de différentes espèces sur les terres du domaine.
L'uvaggio riunisce 85 % di Sangiovese e 15 % di Malvasia Nera. Le rese sono mantenute basse, secondo la presentazione del vino, e le uve provengono da appezzamenti che portano il nome della chiesa di San Niccolò. Per l'annata 2020, l'affinamento prevede 30 mesi in barrique, seguiti da 12 mesi in bottiglia. Questa maturazione, piuttosto lunga, accompagna il vino senza cancellare i tratti messi in evidenza in degustazione: frutti maturi, una trama fresca e tannini morbidi.
Allo sguardo, il suo colore è di un rosso rubino intenso. Il naso si apre sulla ciliegia matura, affiancata da delicate note floreali e un tocco speziato. In bocca la struttura resta equilibrata: la freschezza anima il palato, mentre i tannini setosi apportano rilievo senza durezza. L'acidità dona vivacità all'insieme e prolunga la sensazione di frutto. Il finale si distende, con un'impressione persistente che riunisce queste sfumature senza renderle pesanti. Lo sceglierei per chi ama i rossi toscani al tempo stesso strutturati e freschi, in cui il frutto mantiene il suo posto tra spezie e affinamento.
Lo servirei con carne arrosto, un piatto di stufato alle erbe o una pasta accompagnata da un sugo di pomodoro ricco: piatti abbastanza saporiti da rispondere alla sua struttura, senza mascherare le note di ciliegia. Un piatto di formaggi stagionati può offrirgli anche un bel contrappunto. Apri la bottiglia durante un pasto in cui ci si prende il proprio tempo, e lascia che il vino riposi qualche istante nel bicchiere perché il bouquet si dispieghi. È un modo semplice di assaggiare, attraverso un uvaggio preciso e suoli reputati esigenti, un volto singolare della Toscana.
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