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Il vino
Ci sono rosé che cercano lo sfarzo e altri che conquistano per freschezza e semplicità di piacere. Sàgona Honorine 2024 appartiene a questa seconda famiglia: un rosé toscano di Sangiovese, dai profumi di fragola di bosco e lampone, arricchiti da un tocco di agrumi. Lo apprezzo anche per la storia discreta che accompagna il suo nome e per la cura riservata alla coltivazione biologica. Se ami i vini fruttati, vivaci e senza fronzoli, ecco una bottiglia da scoprire a tavola.
La tenuta Sàgona si trova in una zona isolata tra Firenze e Arezzo, ai piedi del Pratomagno. Dal 2012, Daniele e la sua squadra restaurano antichi vigneti e olivi secolari. Il loro lavoro segue un approccio biologico, con un'evoluzione verso pratiche sempre più biodinamiche. L'idea messa in evidenza dalla tenuta è lasciare che il paesaggio e il ritmo naturale guidino i vini. Honorine è elaborato a partire dal Sangiovese, vitigno emblematico della Toscana, e riporta la menzione IGP Toscana.
Il suo nome fa riferimento a un personaggio di Total Khéops, romanzo di Jean-Claude Izzo pubblicato nel 1995. Honorine vi incarna una presenza calorosa e fedele, lontana dai grandi gesti. Questa ispirazione conferisce al vino una storia singolare, senza che sia necessario farne una bottiglia solenne: l'intenzione evoca piuttosto l'attenzione riservata alle cose semplici. Per questa cuvée, la fermentazione avviene spontaneamente con lieviti indigeni, dopo una macerazione di una notte. Le informazioni disponibili indicano poi sei mesi di affinamento in vasche, senza precisarne in modo concordante il materiale. Il vino è presentato come biologico e vegano.
Il colore non è descritto con precisione nelle note disponibili; preferisco quindi non attribuirgli una sfumatura particolare. Il naso si apre sulla fragola di bosco e sul lampone, con sfumature di agrumi che aggiungono slancio. In bocca il vino è fresco e vibrante, sostenuto da un'acidità equilibrata e da un frutto succoso. Le note insistono su un'impressione di purezza e su un'espressione di facile accesso: punti di riferimento concreti per immaginare un rosé vivace, senza attribuirgli aromi o una struttura che non sono documentati.
Lo servirei con una cucina estiva in cui il frutto e la freschezza possono rispondere ai sapori del piatto: un'insalata di pomodori, verdure grigliate o un tagliere di salumi fini. Troverà posto anche all'aperitivo, quando vorrai stappare una bottiglia espressiva senza cercare un'occasione cerimoniosa. Sàgona Honorine 2024 invita a prendersi il tempo, attorno a un pasto semplice, e ad assaggiare un Sangiovese dal volto rosato. Un modo accessibile per esplorare la Toscana, con una storia da condividere al momento di sedersi a tavola.
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