
Il luogo
Questo antico bacino, dove nasce il Fiora, circondato da alberi secolari, merita una sosta per la sua acqua limpida e la sua atmosfera unica.
👥 Per chi: Il viandante che ama i giardini tranquilli, l’acqua viva e le visite brevi nella quiete.
A Santa Fiora, il mormorio dell’acqua arriva prima del grande bacino. Nel quartiere antico di Montecatino, ai piedi del borgo e sulle pendici del Monte Amiata, la Peschiera raccoglie le acque limpide delle sorgenti del Fiora. Qui non si viene in cerca di un’attrazione spettacolare, ma di un luogo dove rallentare: un sentiero ombreggiato, riflessi mobili, la corrente che scorre tra gli alberi. L’autenticità è proprio qui, in questo giardino vivo che appartiene tanto al paesaggio quanto alla storia del borgo.
En bref : autenticità 8,2/10 · accessibilità 7,8/10 · rapporto qualità-prezzo 7,6/10 · fotogenia 8,4/10 · esperienza 7,8/10. La passeggiata è breve e tranquilla; acquista più rilievo se la prolunghi con la visita della chiesa vicina e un giro per Santa Fiora.
Il nome peschiera evoca un vivaio, e non a caso: il bacino serviva un tempo all’allevamento dei pesci, in particolare le trote. Nel Medioevo, le acque di sorgente erano preziose anche per le attività quotidiane e per le botteghe che ne sfruttavano la forza. Nel Rinascimento, gli Sforza trasformarono il luogo in un giardino nobiliare attorno a questa vasta riserva d’acqua. Dopo un periodo di abbandono, il parco e il bacino furono restaurati nel 1851 dal conte Lorenzo Sforza. Il giardino assunse allora l’aspetto di parco paesaggistico, con alberi d’alto fusto e viali adatti alla passeggiata.
La grande vasca è bordata da un muro di trachite, una pietra vulcanica scura che richiama i paesaggi dell’Amiata. Al centro, osserva la scultura di due delfini dalle code intrecciate e con il tridente: un dettaglio sorprendente in questo scenario montano e un bel punto di riferimento per le foto. Il parco combina in particolare lecci, cipressi, tigli, magnolie e castagni. Alcuni alberi offrono alla visita una freschezza gradita quando il sole batte sulle stradine del paese.
Prenditi il tempo di costeggiare l’acqua senza fretta. Il bacino è abbastanza grande da offrire diversi punti di vista, ma la passeggiata resta tranquilla. A seconda della luce, il verde degli alberi si riflette sulla superficie, mentre il fondo di pietra appare sotto l’acqua chiara. Tendi l’orecchio: il rumore continuo della corrente accompagna quasi tutta la passeggiata. Si possono anche avvistare pesci e uccelli acquatici, che frequentano ancora il bacino.
Proprio accanto si trova la piccola chiesa della Madonna della Neve, detta anche chiesa della Piscina. Se è aperta, entra: dei pannelli di vetro nel pavimento permettono di osservare i resti di una strada medievale e l’acqua di sorgente che scorre sotto l’edificio. Gli scavi del 2001 hanno riportato alla luce una via lastricata del XIVe secolo, fiancheggiata da edifici e attraversata da un ruscello che ancora oggi raggiunge la Peschiera. La presenza dell’acqua non si percepisce quindi solo nel bacino: scorre letteralmente sotto i tuoi passi.
Una precisazione utile: il Fiora nasce in questo settore, ma il bacino e la chiesa non raccontano esattamente la stessa cosa. La Peschiera raccoglie le acque delle antiche sorgenti; la sorgente del fiume è anch’essa visibile sotto il pavimento della chiesa. Lì vicino, il paese ha anche organizzato visite guidate alla galleria della sorgente: questo percorso sotterraneo, distinto dalla passeggiata nel parco, si visita in date e secondo modalità specifiche. Informati presso l’ufficio del turismo prima di programmarlo.
Vieni al mattino, quando l’ombra degli alberi si disegna ancora sull’acqua, oppure al tardo pomeriggio, per una luce più morbida. Non programmare un picnic sulla riva del bacino senza verificare le regole esposte sul posto, e tieni i bambini vicino alle protezioni: il fascino del luogo sta anche nella presenza reale dell’acqua, non in un arredo come un’area giochi.
La Peschiera si gusta meglio collegandola al resto del borgo: attraversa le stradine di Montecatino, poi risali verso il cuore medievale di Santa Fiora. È una visita semplice, senza grandi deviazioni, ma che fa scoprire una Toscana meno attesa: fresca, minerale, attraversata da un’acqua che ha modellato la vita locale molto prima dell’arrivo dei visitatori.
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