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Sì, in genere puoi mangiare il cinghiale se hai il colesterolo alto, a condizione di scegliere una porzione magra e di non farne un piatto frequente. Il contenuto di grassi varia secondo il pezzo e la preparazione: rimuovi il grasso visibile, privilegia una cottura al forno o alla griglia ed evita di accompagnarlo con salumi, burro o una salsa alla panna. Una porzione di circa 100 à 150 g può servire da riferimento, ma i bisogni dipendono dal tuo stato di salute e dalla tua alimentazione complessiva.
Il punto importante è soprattutto limitare i grassi saturi, che possono far aumentare il colesterolo LDL («cattivo»). Uno stufato di cinghiale molto grasso o una salsiccia di cinghiale non equivale quindi a un pezzo magro semplicemente alla griglia. Se il tuo colesterolo è molto alto, se hai già avuto un problema cardiovascolare o se il tuo medico ti ha dato una dieta precisa, segui le sue indicazioni e chiedigli quale frequenza fa per te.
Infine, per il cinghiale, la cottura conta anche per la sicurezza alimentare: scegli una carne controllata e mangiala ben cotta, non cruda o al sangue. La cottura non cambia il suo effetto sul colesterolo, ma riduce il rischio legato ad alcuni parassiti presenti nella selvaggina.
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