Il Morellino di Scansano si produce sulle colline di Grosseto, tra l’Ombrone e l’Albegna, dove il Sangiovese locale cresce al sole e al vento del mare. È un rosso DOCG, con almeno l’85% di Sangiovese, e non ha nulla da invidiare né al Chianti né a Bolgheri. Ecco la griglia per scegliere da solo senza farti fregare, poi il posto dove assaggiare.
Il Morellino di Scansano, un Sangiovese della Maremma

Versalo nel bicchiere e guardalo: rubino limpido, senza l’esilità di un vino pallido. Il naso parla di frutta rossa matura, terra calda, erbe secche di collina. In bocca è un Sangiovese che ha preso il sole della costa e che conserva comunque la sua spina dorsale.
Il resto proviene da altre uve della zona. La produzione si estende sulle colline della provincia di Grosseto, e i comuni interessati sono Scansano, Manciano, Magliano in Toscana, Grosseto, Campagnatico, Semproniano e Roccalbegna. Non in riva al mare, dunque, ma nemmeno nell’entroterra più remoto: il mare resta nel paesaggio, come sfondo di queste Maremma colline ondulate.
La denominazione è DOC dal 1978. Lo status di DOCG si applica a partire dalla vendemmia 2007. Non è un vino di ieri: attrezzi per la vendemmia sono stati ritrovati nel sito etrusco di Ghiaccio Forte, e Luigi Vannuccini dedicava già una monografia alla vite della zona nel 1887. La vite c’è sempre stata. Ad essere recente è solo l’etichetta.
E non ripiegare sul vicino. Bolgheri DOC si trova a Castagneto Carducci, provincia di Livorno, molto lontano dalla zona del Morellino: un altro terroir, altri vitigni, un’altra logica. Il Bianco di Pitigliano, invece, è un bianco, a base soprattutto di Trebbiano. Ottimo con il pesce, inutile se cerchi un rosso di Sangiovese. Confondere i tre significa sbagliare collina.
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Leggere l’etichetta: base, Superiore, Riserva
Davanti a uno scaffale, dimentica il prezzo come bussola. La gerarchia si legge nella resa, nella gradazione, nella data di immissione sul mercato e nel tempo trascorso in cantina. Sono regole, non marketing.
Il disciplinare è stato rivisto nel 2026 e si applica nell’UE dal 29 maggio 2026. La Riserva deve ormai contenere almeno il 90% di Sangiovese. Il vino più ambizioso è dunque anche il più puro.
La base: il vino di tutti i giorni
Resa massima di 9 t/ha, 12% vol. minimo. Viene immesso in commercio dal 1° marzo dell’anno successivo alla vendemmia. È giovane, diretto, fatto per la tavola. Se il vignaiolo te lo serve con un piatto di pasta al ragù, non storcere il naso: è il suo ruolo.
Il Superiore: più concentrazione
Qui la resa scende a 8 t/ha e la gradazione sale a 12,5% vol. minimo. Meno grappoli per pianta, quindi più materia in ciascuno. Affina più a lungo: commercializzazione dal 1° gennaio del secondo anno.
La Riserva: il tempo come ingrediente
Stessa resa e stessa gradazione del Superiore, ma deve invecchiare almeno due anni, di cui uno in legno. Aprila e senti la differenza: il frutto si ammorbidisce, il legno smussa gli spigoli senza coprire l’uva.
Ultimo riflesso: cerca l’annata. L’anno di raccolta è obbligatorio in etichetta. Se non è leggibile, rimetti la bottiglia a posto. Con il millesimo non si imbroglia.
Servirlo senza cerimonie

Tira fuori la bottiglia un quarto d’ora prima. Un Morellino servito troppo caldo diventa molle e alcolico; troppo freddo, si chiude. Punta a 16-18 °C: il bicchiere deve sembrare fresco nel palmo, non ghiacciato.
Prendi un bicchiere grande, non un piccolo calice da bistrot. Il Sangiovese ha bisogno d’aria per liberare la ciliegia e le erbe. Fallo roteare, annusa, poi bevi senza solennità.
A tavola, punta sulle carni rosse e sulla cucina maremmana: un cinghiale in umido che ha sobbollito per ore, una grigliata che sa ancora di fuoco di legna, un pecorino un po’ stagionato. Il tannino tiene testa al grasso, l’acidità pulisce. È semplice, diretto e terribilmente efficace.
Assaggiarlo sul suo terreno
La miglior lezione di Morellino di Scansano si fa sul posto, calice in mano, con qualcuno che conosce bene le vigne intorno. Inizia da Scansano. La Festa dell’Uva vi si tiene dal 1969, e lì si capisce subito che l’uva qui non è una scenografia ma una faccenda di paese.
Prosegui verso Magliano in Toscana, dove Vinellando 2026 celebra il Morellino. Lì assaggi più vini di seguito, confronti un base e un Superiore nella stessa ora, fai le tue domande a chi li produce. È così che costruisci la tua classifica personale, l’unica che conta.
Il mio consiglio netto: non comincia re comprando. Inizia da Scansano, assaggia, poi torna con la tua opinione.
Inizia chiedendoti quando vuoi aprire la bottiglia e con quale piatto, piuttosto che scegliere solo in base al prezzo. Il Morellino base è la scelta più diretta per un pasto conviviale: si accompagna bene a pasta al ragù, a una grigliata o a una cena informale. Secondo i riferimenti dell’articolo, può essere commercializzato a partire dal 1° marzo successivo alla vendemmia. Se vuoi un rosso più concentrato, confronta con un Superiore: la sua resa massima è più bassa, il suo grado minimo più alto, e la sua immissione in commercio inizia dal 1° gennaio del secondo anno.
La Riserva è più adatta se cerchi un vino che ha beneficiato di un invecchiamento più lungo: deve invecchiare almeno due anni, di cui un anno in legno. La modifica del disciplinare menzionata nell’articolo prevede anche almeno 90% di Sangiovese per questa menzione. Qualunque sia la tua scelta, verifica l’anno di raccolta sull’etichetta e guarda la categoria prima di confrontare i prezzi. Per scoprire il tuo stile preferito, chiedi di assaggiare una base e un Superiore fianco a fianco durante una degustazione a Scansano; questo confronto è spesso più eloquente di una descrizione o di una bottiglia scelta alla cieca.
Per assaggiare il Morellino di Scansano nel suo contesto, prendi la strada delle colline piuttosto che cercare una degustazione al mare. Il cuore della denominazione si trova nella provincia di Grosseto, intorno a Scansano, con comuni di produzione come Magliano in Toscana, Manciano, Campagnatico, Semproniano e Roccalbegna. Dal tuo alloggio costiero, prevedi tempo per le strade interne: i paesaggi collinari e le soste nei borghi fanno parte dell’uscita, ed è meglio evitare di programmare più degustazioni con un ritorno precipitoso.
Un buon approccio consiste nel cominciare da Scansano, poi proseguire verso Magliano in Toscana. Prima di partire, chiama le aziende che desideri visitare per verificare i loro orari, le modalità di prenotazione e la possibilità di assaggiare più cuvée. Non dare per scontato che una cantina riceva senza appuntamento, soprattutto in periodo di vendemmia o durante le vacanze. Se guidi, designa un conducente che non assaggi o organizza un ritorno senza auto; le strade di campagna non si prestano a una fine di giornata improvvisata dopo diversi bicchieri. Puoi anche prevedere una notte in un alloggio rurale della zona: questo trasforma una semplice degustazione in una fuga in Maremma, con cena locale e ritorno più sereno.
Se cerchi un rosso di Sangiovese legato alle colline della Maremma, il nome da ricordare è Morellino di Scansano DOCG. L’articolo indica che contiene almeno 85% di Sangiovese ed è prodotto nella provincia di Grosseto, in una zona che comprende in particolare Scansano e Magliano in Toscana. Il suo profilo è presentato come quello di un rosso di frutti maturi ed erbe secche, da servire con una cucina di territorio. Non è quindi semplicemente un altro modo di nominare tutti i vini rossi del sud della Toscana: la provenienza e la denominazione contano.
Bolgheri DOC rimanda a un altro settore, intorno a Castagneto Carducci, nella provincia di Livorno. L’articolo insiste sul fatto che si tratta di un altro terroir e di un’altra logica di produzione; non sostituire quindi automaticamente una bottiglia con l’altra perché entrambe vengono dalla Toscana. Il Bianco di Pitigliano, dal canto suo, è un vino bianco, in particolare elaborato con Trebbiano secondo il testo fornito. Può essere una scelta adatta se prevedi pesce, ma non è l’equivalente di un rosso di Sangiovese. Al ristorante o da un enotecario, specifica cosa cerchi: un rosso della zona di Scansano, un vino di Bolgheri o un bianco per accompagnare un piatto di pesce. Queste denominazioni non indicano né lo stesso colore né la stessa origine.
Per godere del frutto e della freschezza del Morellino di Scansano, punta a una temperatura di servizio di 16-18 °C, come consiglia l’articolo. Se la bottiglia è rimasta in una stanza calda, mettila un po’ al fresco prima del pasto; se esce dal frigorifero, lasciala riscaldare un po’. L’idea è evitare i due estremi: troppo caldo, il vino può sembrare pesante e alcolico; troppo freddo, i suoi aromi rischiano di apparire chiusi. Non hai bisogno di un rituale complicato: apri la bottiglia circa un quarto d’ora prima di servire e scegli un bicchiere abbastanza ampio per lasciare esprimere il vino.
A tavola, pensa ai piatti di carattere della Maremma: un cinghiale in umido, cioè cinghiale stufato, una carne grigliata al fuoco di legna o un pecorino stagionato. Il frutto e l’acidità del vino si accordano bene con piatti ricchi e saporiti, mentre i tannini accompagnano carne e formaggio. Per una serata in agriturismo, chiedi se la cucina propone una specialità locale piuttosto che scegliere un piatto a caso: uno stufato lungamente preparato è particolarmente adatto a una bottiglia più strutturata, mentre un rosso base andrà bene per un pasto semplice a base di pasta e salumi. Se assaggi più cuvée prima della cena, conserva qualche sorso per confrontare gli stili poi con il piatto, senza servire il vino troppo caldo.
No: se prepari un soggiorno nell’autunno 2026, l’edizione 2026 di Vinellando è già passata. La manifestazione di quest’anno era annunciata a Magliano in Toscana il 21 e 22 agosto 2026. Non costituisce quindi un’attività da prenotare per un viaggio a novembre o dicembre. Invece, puoi sempre organizzare una degustazione nella regione contattando aziende o strutture che accolgono visitatori, poi visitare Scansano e i villaggi delle colline di Grosseto al tuo ritmo. Verifica direttamente le disponibilità prima di costruire il tuo itinerario, perché gli orari e le condizioni di accoglienza variano a seconda dei luoghi e della stagione.
Se il tuo viaggio avviene in estate un altro anno, controlla l’annuncio delle date della prossima edizione prima di prenotare il tuo alloggio: gli eventi vitivinicoli possono comportare una forte richiesta nel borgo e nei dintorni. Per confrontare gli stili, approfitta di una degustazione in cui si possono assaggiare più cuvée, ad esempio una bottiglia base e un Superiore, piuttosto che moltiplicare le degustazioni senza obiettivo. Pensa anche al ritorno dopo i bicchieri: prenota una camera nelle vicinanze o prevedi un conducente che non assaggi. Il miglior programma rimane spesso quello di combinare una visita a Magliano in Toscana con un pasto locale e una notte in un alloggio rurale, poi dedicare un’altra giornata a Scansano.
In negozio, il riflesso pratico è cercare l’annata, cioè l’anno di raccolta, poi leggere la menzione sull’etichetta: Morellino base, Superiore o Riserva. L’articolo indica che l’anno di raccolta deve essere menzionato; se non è leggibile, non fidarti solo del nome della denominazione o del prezzo. L’anno ti aiuta a capire da quale vendemmia proviene il vino, mentre la categoria ti informa sullo stile e sui requisiti di produzione. Una bottiglia più cara non è automaticamente quella che si adatta meglio al tuo pasto o ai tuoi gusti.
Per una prima degustazione, chiedi all’enotecario una bottiglia base da bere con un pasto semplice, o confrontala con un Superiore se desideri un rosso più concentrato. Se scegli una Riserva, verifica bene la menzione e tieni presente l’invecchiamento minimo descritto nell’articolo: due anni in totale, di cui un anno in legno. La modifica presentata nella guida porta anche il Sangiovese ad almeno 90% per questa categoria. A Scansano, puoi porre direttamente queste domande durante una degustazione: chiedi la stessa informazione per ogni bottiglia e annota la categoria, l’anno e ciò che apprezzi al palato. Questo piccolo riferimento personale ti aiuterà poi a scegliere una bottiglia di Maremma in negozio senza lasciarti guidare solo dall’etichetta più prestigiosa.
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