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La Tomba di Ildebranda è una tomba etrusca monumentale, probabilmente scavata tra il III e il II secolo avanti Cristo nella necropoli di Poggio Felceto, vicino a Sovana. Scavata direttamente nel tufo, imita un tempio: si distinguono ancora l'alto podio e le tracce di una facciata a colonne, oggi molto erosa. Un lungo corridoio discendente conduce alla camera funeraria, anch'essa scavata nella roccia. La tomba è stata portata alla luce durante gli scavi condotti da Gino Rosi nel 1924, poi studiata dall'archeologo Ranuccio Bianchi Bandinelli a partire dalla fine degli anni Venti.
Il suo nome genera confusione: rende omaggio a Ildebrando di Sovana, diventato papa con il nome di Gregorio VII nell'XI secolo. Tuttavia non esiste alcun legame tra questo papa e la tomba, che gli è antecedente di più di un millennio; l'identità della persona ivi sepolta resta sconosciuta. La camera è stata ritrovata vuota, probabilmente dopo un antico saccheggio. Ciò che colpisce di più è la scelta di scolpire nel tufo l'aspetto di un edificio piuttosto che costruire un tempio con materiali apportati: anche se danneggiata, la tomba dà un'idea dell'alto rango che doveva avere la persona che vi fu deposta.
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